Reddito di cittadinanza e servizio sociale: si apre un dibattito

Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è appena partito, di seguito sono proposte alcune riflessioni in tema di servizio sociale e politiche sociali. Professionalmente mi occupo di povertà all’interno di un Ambito territoriale del servizio sociale di 12 Comuni in Friuli Venezia Giulia, Regione che da diversi anni ha sviluppato e regolamentato diversi strumenti di intervento a contrasto della povertà. Più recentemente ha integrato, potenziandole con fondi propri, le misure SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva) e ReI (Reddito di Inclusione). Per punti, espongo quindi alcune considerazioni, con l’assunto di base che, fatto salvo il tema delle politiche del lavoro, l’assistente sociale va considerato uno degli operatori più qualificati in tema di contrasto alla povertà, data la sua specifica competenza nella predisposizione e gestione di progetti personalizzati a favore di situazioni di disagio. a) RdC non è di per sé uno strumento sbagliato nel suo principio di fondo: si tratta di aiutare una persona o un nucleo familiare allo scopo che si renda...
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Adriano Ossicini e la SOSTOSS

E’ finita oggi, 15 febbraio 2019, la lunga vita di Adriano Ossicini, era nato nel 1920. E’ morto quasi centenario nell’ospedale dell’isola Tiberina dove aveva cominciato a lavorare come medico neo laureato nel 1944. Essere medico nell’isola gli ha consentito di salvare tanti ebrei dai rastrellamenti nel limitrofo ghetto. Con la collaborazione del Primario e di tutto l’ospedale, li nascondeva  facendo diagnosi di una grave malattia contagiosa la sindrome K, che spaventava la SS che si allontanavano. E’ stato docente di psicologia all’Università la Sapienza di Roma. Senatore per molte legislature, e vice presidente del Senato  e ministro della Famiglia e della solidarietà sociale dal 1992 al 1994. In questa sede non si possono ricordare le molte iniziative che Ossicini ha promosso ci si limita al nostro oggetto di interesse. Adriano Ossicini si è avvicinato al servizio sociale partecipando direttamente  al convegno di Tremezzo nel 1946, dove con lo psicanalista Perotti e i coniugi Calogero prefigurò le due scuole di servizio sociale il CEPAS e la SNDLS di Roma dove ha insegnato igiene mentale per...
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Lavorare nelle periferie, prima che la burocrazia uccida la professione

Ciò che caratterizza la professione di assistente sociale è la dimensione comunitaria dell'intervento professionale: al primo posto la persona, la sua appartenenza a una comunità e le sue prospettive di partecipazione. Intervista a cura di Vincenzo Gentile, in "Etica per le professioni", n. 2/2012 Giuseppe De Rita, già Presidente del Censis, resta uno dei riferimenti più autorevoli per la sua lucida e lungimirante capacità di leggere e interpretare i fenomeni sociologici e antropologici che attraversano la nostra contemporaneità. La sua passata interazione con l'importante centro di formazione Cepas, il Centro di Educazione per Assistenti Sociali, prima scuola laica di Servizio Sociale in Italia, ci porta a porgli una serie di doamnde che aiutino a interpretare il tempo che viviamo e a riconoscere il ruolo e la sfida prioritarie che attendono la figura dell'assistente sociale. Presidente De Rita ho scoperto un “segreto cordone ombelicale” con la nostra professione attraverso il Cepas di Guido Calogero e Angela Zucconi, una delle nascenti scuole di servizio sociale dell’Italia liberata. Cosa significava lavorare al Cepas, cos’era...
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Servizio sociale e complessità

Servizio sociale e complessità

Ritenendo la riflessione sulla “complessità” consona alle esigenze del Servizio Sociale di oggi e pertinente alla costruzione di una scienza del Servizio Sociale, la Sostoss ha valutato l’opportunità di far conoscere il lavoro di Giovanni Viel e di aprire un dibattito attraverso l’organizzazione di vari incontri seminariali (già tenutisi a Roma e Milano). Dall’intervento di Paola Rossi del 9 novembre 2017 a Milano. Con questo titolo è stato pubblicato, postumo (Maggioli 2015), il lavoro di Viel che costituisce la sua tesi di laurea. La ricca e articolata riflessione abbraccia vari decenni di lavoro in ambiti diversi e una ricerca impegnata e costante sul modo di leggere e affrontare la complessità per dare aiuto, per essere d’aiuto. L’autore si confronta con la teoria del filosofo Edgard Morin per indagare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra persona e realtà, tra interno e esterno ed esplorare le reciproche connessioni in relazione all’esperienza di lavoro di servizio sociale. La multidimensionalità nell’approccio cognitivo, valutativo, nell’intervento e nell’operatività...
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Riflessioni su un documento “storico” e un’esperienza professionale

Riflessioni su un documento “storico” e un’esperienza professionale

Nei lontani anni ’55/ ’57, poco più che ventenne e munita di un recente diploma biennale di assistente sociale, di enorme entusiasmo per la professione intrapresa e che sentivo profondamente mia, approdavo a Frosinone, terra sconosciuta ed estranea alla mia cultura di “ragazza del nord”. Presi servizio presso l’Ente per la Protezione Morale del Fanciullo (ENPMF) con la qualifica di “aiuto assistente sociale”, ma con la piena responsabilità delle scelte e dell’operatività professionale. L’ENPMF aveva finalità di tutela dell’infanzia e erogava prestazioni di servizio sociale. Di questa nuova disciplina aveva adottato finalità, metodologie, pluridimensionalità dell’approccio e la stessa filosofia fondante: il rispetto per la persona e la globalità dell’intervento, il che implicava ciò che oggi chiameremmo, in relazione a recentissime acquisizioni filosofiche, la lettura della complessità. Tutto ciò va ovviamente rapportato ai tempi e alle conoscenze scientifiche di cui si era in possesso all’epoca, ma anche alle scelte e agli impulsi politici che, sia pur con grandi contraddizioni, miravano alla democratizzazione del...
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