Archivio di tesi storiche sul servizio sociale

Sono trascorsi più di quindici anni da quando la SOSTOSS ha promosso e lanciato i bandi di concorso per tesi universitarie aventi a oggetto la storia del servizio sociale in Italia. In risposta all’iniziativa, e anche per altre vie, la SOSTOSS ha pertanto acquisito un prezioso patrimonio documentario di cui ha pubblicato un primo elenco nell’Inserto de La Rivista di Servizio Sociale n. 4/2008.

Adesso, nell’intento di offrire elaborati più recenti alla consultazione di studiosi ed esperti del settore, la SOSTOSS inserisce sul suo sito web un primo catalogo di tesi universitarie in suo possesso, di cui un certo numero, tra le più antiche, presente in copia anche presso l’Archivio SOSTOSS dell’Archivio Centrale dello Stato.

Le tesi, di diploma prima, di laurea breve e magistrale poi, e in seguito anche di dottorato, sono state elaborate da studenti non solo dei corsi in servizio sociale, ma anche di altri indirizzi formativi.

I criteri selettivi adottati per l’inserimento nel catalogo riguardano soprattutto le peculiarità di documentazione dei lavori: al di là delle bibliografie consuete si privilegiano le tesi in cui si dà conto di studi presso archivi originali, alla ricerca di fonti coeve degli eventi illustrati. Questi possono riguardare l’inserimento del servizio sociale negli enti assistenziali ora scomparsi, gli organismi culturali e formativi in cui è nata la professione, le figure maggiormente rappresentative che hanno onorato il lavoro sociale.

Si ritengono di particolare interesse i lavori che utilizzano documenti “interni” appartenuti a enti e organizzazioni: circolari, direttive, memorie, programmi, modulistiche. Anche le relazioni stilate dagli assistenti sociali nei primi tempi in cui la professione si è diffusa e affermata costituiscono fonti metodologiche apprezzabili, pure sul piano didattico.

Nel catalogo figurano inoltre le tesi in cui i protagonisti storici esprimono il loro pensiero attraverso articolate interviste, tanto più preziose in quanto sempre più rare. Queste fonti documentarie, al di là della testimonianza obiettiva, hanno valore perché sono arricchite da riflessioni critiche, frutto non solo dell’esperienza ma anche dell’intensa partecipazione affettiva con cui sono state percorse le singole vicende professionali.